TESS, il cacciatore di esopianeti

Entra in funzione TESS, scoprirà sistemi solari lontani anni luce

Il 19 aprile, alle 00:51 CET, il TESS, Transiting Exoplanet Survey Satellite, ha lasciato la terra a bordo di un Falcon 9. Le operazioni di lancio e rilascio del nuovo satellite marchiato NASA sono durate poco meno di 60 minuti. Il segnale del corretto dispiegamento dei pannelli solari, e quindi l’ingresso nel periodo di “stasi energetica” è stato rilevato dalle antenne del Deep Space Network quando il satellite si trovava già ad oltre 200.000km sopra le nostre teste e viaggiava ad una velocità di circa 45.000km/h. Il TESS sta ora viaggiando in orbita attorno alla Terra, per i prossimi 60 giorni eseguirà operazioni di correzione della rotta continuando a trasmettere meravigliose immagini ad ampio spettro dello spazio profondo. Il team di astronomi della NASA sarà quindi costretto ad attendere per ben due mesi prima di utilizzare tutti gli strumenti di bordo del TESS. Dall’inizio del programma di ricerca degli esopianeti la NASA ne ha già contati un bel po’, 3717 per la precisione, e questo nuovo occhio verso l’infinito porterà un’ulteriore impennata nel numero di esopianeti che conosciamo riuscendo a scrutare sezioni di universo fino a quattro volte più lontane degli attuali telescopi e restituendo analisi accurate non solo a livello visivo ma anche magnetico, chimico e spettrografico dei possibili pianeti candidati al test Kepler, che serve ad accertarne l’effettiva vivibilità. “Siamo eccitati all’idea che il TESS sia sulla buona strada per aiutarci a scoprire mondi che dobbiamo ancora immaginare, mondi che potrebbero essere abitabili o ospitare la vita”, ha commentato Thomas Zurbuchen, Associate Administrator presso lo Science Mission Directorate della NASA. Con missioni come questa “siamo sempre più vicini a capire se siamo davvero soli nell’universo”. L’orbita finale del TESS lo porterà ad avere una velocità doppia rispetto alla luna, mettendolo al sicuro dalle interferenze del nostro satellite, sia visive che elettromagnetiche. A differenza degli altri lanci effettuati dalla ormai nota SpaceX questo è stato l’ultimo lancio per il Falcon 9 Block IV che verrà sostituito nelle prossime missioni dal nuovo e migliorato Block V che ci permetterà di alzare ancora di molto il nostro orizzonte sull’universo.

Lo Schiavo Alessio