La palestra dell’Istituto tecnico industriale Pacinotti, ospita per la prima volta sul territorio scafatese, una squadra di volley composta da ragazzi affetti da sindrome di down

Lo sport come inclusione

Il nuovo  progetto  che rende partecipi gli atleti diversamente abili attraverso il volley

        La Xenia volley di Scafati, il cui presidente è il prof. Giovanni Savarese, in collaborazione con l’associazione Prendiamoci per Mano, dal mese di novembre ha messo in atto un progetto per ragazzi affetti dalla sindrome di down, che attraverso il gioco della pallavolo, gli permette di prendere il largo e lasciarsi trasportare dal vento delle emozioni; di vivere il quotidiano con un’attiva partecipazione alla costruzione della propria vita e del proprio destino. Il tecnico specialista che segue i ragazzi, coadiuvata dal collaboratore Giovanni Ippolito, è la prof.ssa Nadia Malafronte, laureata in Scienze Motorie, alla quale poniamo qualche domanda:

D.: Qual è il suo obiettivo con questi ragazzi ?

R.: L’obiettivo è di coinvolgerli nella nostra società, per renderli quanto più possibili autonomi sotto tutti gli aspetti della vita quotidiana, giacché lo sport incide positivamente sull’apprendimento motorio.

D.: Quali sono le sue motivazioni?

R.: Alleno da dodici anni; la fascia di età di cui mi occupo va dai cinque ai quindici anni, quindi sostanzialmente con bambini e adolescenti.  Appena ho ricevuto la proposta dal presidente, ho subito accettato perché sapevo che questi ragazzi mi avrebbero dato tanto; qualsiasi cosa gli chiedo di fare, ci mettono davvero tanta gioia e passione, spirito di partecipazione, elementi fondamentali per uno sport come la pallavolo che unisce; ciò non può che rendermi felice. La filosofia della Xenia Volley, è sempre stata quella di unire lo sport al sociale ed al culturale.

D.: Aspira a qualche competizione con questi atleti?

R.: Abbiamo intenzione di partecipare ad alcune gare ufficiali agonistiche, organizzate dal comitato paraolimpico Special  Olympics. Ci prepareremo per dare il meglio.

Salvatore Perna