Falcon heavy, una roadster in rotta per il pianeta rosso

Marte sempre più vicino

Falcon heavy, una roadster in rotta per il pianeta rosso

SpaceX completa con successo il primo lancio del Falcon Heavy. Come carico trasportava l’auto del suo CEO

 Martedì 6 febbraio, con un ritardo di 120 minuti sull’iniziale tabella di marcia, l’agenzia spaziale Americana del milionario Elon Musk, ha lanciato con successo il primo Falcon Heavy. Questo razzo, con potenza tripla rispetto al fratello minore Falcon 9, ha portato in orbita il suo primo carico, la Tesla Roadster di Musk. La scelta del carico, così particolare e scientificamente irrilevante, è racchiusa nel fatto che lo stesso lancio fosse un test con una probabilità, a detta di Musk, del 50% di riuscita. Per fortuna tutte le parti del lancio si sono susseguite senza intoppi. I due Booster, ognuno con la potenza di un Falcon 9, si sono separati dal corpo principale dopo 150 secondi dal LiftOff per poi atterrare, spettacolarmente in sincronia, sulle piattaforme 4 e 5 di Cape Canaveral. Adesso il secondo stadio del Falcon Heavy con attaccata la Tesla rosso fiammante, è in viaggio per il suo incontro con Marte. Va precisato che l’orbita seguita dalla macchina è comunque geocentrica, ma allungata al punto da intercettare quella del pianeta rosso. Le quattro telecamere di bordo saranno le uniche compagne del manichino Starman, equipaggiato con una perfetta tenuta spaziale durante il suo interminabile viaggio. Le prime immagini arrivate a Terra mostrano uno spettacolo da fantascienza: un’auto rosso ciliegia sta sfrecciando nello spazio con al volante Starman, dedicato alla canzone di Bowie, e la sua radio trasmette ‘Space Oddity’ non udibile a causa del vuoto spaziale. Nel cassetto del cruscotto non poteva mancare una copia della “Guida galattica per autostoppisti” con tanto di asciugamano con la scritta “Don’t Panic”. L’unica pecca della missione che resta comunque un gran successo, come afferma lo stesso Musk, è senz’altro il mancato recupero del Primo Stadio che, per un’avaria, non è riuscito a controllare il rientro in atmosfera finendo per schiantarsi nell’oceano. La compagnia sta già lavorando ad un sostituto del motore andato distrutto per rispettare la tabella di marcia delle future missioni. SpaceX è infatti l’unica compagnia ad avere la possibilità di riutilizzare i booster ed i vari stadi dei razzi vettori, riuscendo ad abbattere notevolmente i costi e permettendo la velocissima sequenza di missioni ritenuta insostenibile dalle altre compagnie. Questa pietra miliare dei viaggi spaziali, ha difatti segnato l’inizio degli studi per la creazione ed il sostentamento di colonie umane sul pianeta rosso attese, in via sperimentale, entro e non oltre il 2025.

Lo Schiavo Alessio

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